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30 settembre 2003

30 settembre 1977 – 30 settembre 2003

Tanti anni sono passati, tanti governi si sono succeduti, ma la richiesta di verità e giustizia si è frantumata contro il muro che ha protetto e protegge esecutori e mandanti di “stragi di Stato”, di omicidi di militanti della sinistra, di uccisioni di manifestanti nelle piazze d’Italia.

Ancora una volta, nel 2001, abbiamo verificato che la giustizia per la morte di Walter non passa per le aule dei tribunali. Walter… che è stato assassinato dai fascisti davanti a una decina di poliziotti… A vent’anni, durante una manifestazione. Come Piero Bruno, Mario Salvi, Giorgiana Masi… come i partigiani durante la Resistenza e le decine di giovani, operai, lavoratori, antifascisti, anarchici, comunisti dal dopoguerra in poi.

Come Carlo Giuliani, solo due anni fa.

Ma non ci arrendiamo, e certo non dimentichiamo. Non dimentichiamo cosa è accaduto in questi decenni, non dimentichiamo Ustica, la strage di Bologna, quella di piazza Fontana….

Trent’anni fa, Walter e tutti noi eravamo forse troppo giovani per sapere con precisione che strada seguire per realizzare un mondo migliore, ma eravamo sicuri di cosa non volevamo e di quali valori fondamentali andavano difesi. Walter è caduto insieme a centinaia di operai, donne, lavoratori italiani, insieme a milioni di altri che nel mondo intero hanno difeso e difendono quegli stessi ideali di uguaglianza e di giustizia sociale.

In quest’ultimo anno l’Associazione Walter Rossi ha proseguito il lavoro di ricostruzione di memoria storica. Con la pubblicazione del libro “In ordine pubblico”, con la partecipazione alla creazione di una rete nazionale di comitati e associazioni che si battono per la verità e la giustizia.

Per noi portare un fiore qui, il 30 settembre, nel luogo in cui Walter è caduto, significa anche testimoniare l’impegno e la volontà di proseguire in questo lavoro. Per Walter, per tutti noi.

Roma. 30 settembre 2003