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Centro di Documentazione
settembre 2001

Proposta per un Centro di Documentazione dei movimenti

Il ruolo dell’informazione è sempre più centrale nel rapporto tra la politica e la costruzione di opinione pubblica.

Il nuovo movimento antiglobalizzazione ha capito questo, non a caso è molto attento a tutto ciò che riguarda l’informazione, la documentazione e spettacolarizzazione degli eventi e soprattutto alla controinformazione.

Sono stati infatti migliaia i cineoperatori, i giornalisti, i fotografi, gli avvocati, che operano su Internet, che hanno lavorato e stanno lavorando per dare battaglia rispetto alla campagna orchestrata a tutti i livelli dalle destre per attaccare il movimento per i fatti di Genova.

L’uso democratico dell’informazione ha permesso di mettere in difficoltà la tracotanza fascista del governo Berlusconi – le immagini della pistola che ha ucciso Carlo Giuliani e l’assalto i il massacro perpetrato alla scuola Diaz ne sono un esempio.

Questo movimento che viene anche definito “il movimento dei movimenti” ha molte esperienze storiche al suo interno, organizzazioni, partiti, associazioni, singoli esponenti che vengono da un percorso di opposizione di sinistra e/o alternativa, ma ritengo che esistano ancora delle notevoli difficoltà a collegare le esperienze degli anni ‘60/’70 e cioè la sua memoria, al presente e cioè alle esperienze e lotte che si portano avanti ora. Come ripensare e storicizzare le battaglie contro la NATO con quelle del 2000? Come collegare nomi  e fatti repressivi di un tempo agli attuali? Come è possibile in tempi reali dare informazioni ai cittadini, ai mass media, con dei dati già elaborati?

È possibile costruire un documento di controinformazione o una mostra o un video che faccia sapere ai giovani cosa è stata la “polizia di Scelba” o i “morti di Reggio Emilia” o gli assassini e le stragi degli anni ’70, cercando di attualizzarli alle repressioni e alle strategie della tensione degli anni 2000? Ed è possibile collegare le lotte sociali e politiche, i contenuti, le istanze culturali in Italia e nel mondo degli anni passati con le attuali? Questo è il lavoro che dovremmo essere capaci di fare.

Serve un Centro di Documentazione!

Serve un luogo dove si raccolga tutto il materiale cartaceo e informativo che centinaia di compagni/e tengono chiuso nelle proprie cantine, nei propri archivi personali inutilizzati o in sedi il più delle volte chiuse. Molto materiale è stato già disperso o distrutto, molto altro rischia di esserlo.

Un centro dove l’Associazione concentri le sue forze sapendo fare un lavoro di archiviazione e catalogazione, per poi mettere a disposizione di tutto il movimento antiglobalizzazione e della stessa associazione il lavoro svolto.

L’esempio è nelle due mostre costruite dall’associazione, quella su Walter Rossi e quella su Giorgiana Masi. Materiale unico, bello, visto da migliaia di compagni/e, due mostre che hanno saputo riportare il nostro percorso politico dentro i percorsi attuali. Facendo leggere e vedere a molti le immagini degli anni ’70, le lotte che si facevano, la repressione di stato.

Se il centro fosse stato messo in funzione prima, sicuramente avremmo potuto costruire una mostra e/o un documento o un video sui fatti di Genova e dintorni.

La trasformazione dell’Associazione, in gran parte incentrata nei passati anni sull’obiettivo della riapertura del processo contro Cristiano Fioravanti, dopo la risposta giudiziaria avuta (una nuova vendetta di stato), può avvenire, ricollocando il proprio ruolo a servizio del movimento antiglobalizzazione, per costruire uno spazio di informazione e documentazione che l’associazione Walter Rossi potrebbe lanciare a settembre (il 15 al dibattito al Festival di Liberazione o il 30 settembre) e potrebbe avvalersi della collaborazione di compagni/e tecnici dell’informazione, con sede al CSOA La Strada, dotato di una minima struttura tecnica (un collegamento Internet, una fotocopiatrice, un telefono) capace anche di sapersi collegare ad altri centri di documentazione a Roma come in Italia.

Un centro che può partire autofinanziato ma che può anche ricercare nuove forme di finanziamento da eventuali sponsor e/o  Enti pubblici. Il progetto, con l’Associazione Verdi Ambiente Società (la gestione di un Centro di Documentazione alla Casa del Popolo di Valle Aurelia) è da rilanciare e chiudere nei confronti del comune di Roma. Come sono da ricercare nuove forme di finanziamento con feste e iniziative culturali tipo quella organizzata al CSOA LA Strada con la proiezione de “I cento passi”.

Il collegamento via Internet di tutti i compagni/e può facilitare la circolazione dell’informazione, come il lavoro di archiviazione e di collegamento con altri siti. Quello che andiamo a costruire, non dovrebbe essere uno spazio chiuso su se stesso, come sono alcuni, ma un centro propulsivo di lavoro oltre che dentro il movimento anche nei confronti dei mass media, per cercare di riportare documentandolo il nostro punto di vista, la verità e la nostra memoria.

Roma, settembre 2001