Home page
Torna all'indice
Storia di un processo mai svolto

L'aggressione

L’aggressione si svolse in due fasi, il gruppo di giovani di sinistra stava ritornando da piazza Giovenale dove non era avvenuto nessun contatto con i fascisti e tantomeno avevano avuto conferma della aggressione subita da qualche giovane. Mentre si ricongiungevano con il gruppetto che li attendeva all’incrocio tra via Marziale e viale Medaglie d’Oro, una quarantina di fascisti provenienti dalla sezione missina si attestarono sui due lati di Viale Medaglie d’Oro, il più numeroso si fermò all’altezza dell’edicola, l’altro alla stessa altezza ma sul marciapiede opposto.
Dal gruppo di fascisti vengono lanciati sassi e qualche bottiglia vuota, il gruppo di sinistra si compatta all’altezza del benzinaio, non risponde all’attacco anche perché nessuno aveva niente da usare allo scopo, comunque rimangono fermi senza scappare. I missini si ritirano e rientrano verso la loro sede. Dopo qualche minuto, i giovani di sinistra notarono un furgone della polizia, evidentemente fino a qual momento fermo davanti alla sede fascista, che si dirigeva lentamente verso di loro.

Il blindato scendeva a luci spente sul  lato sinistro di viale Medaglie d’Oro, direzione Piazzale degli Eroi, immediatamente dietro, seminascosto dal furgone, procedeva nella stessa direzione un gruppo di fascisti (tra i 20 e i 25), sul marciapiede opposto si intravedevano poche persone (2 o 3)  anche queste in direzione del gruppo di sinistra.
Parallelamente al blindato ma qualche metro più avanti, tra il blindato e il piccolo gruppo di fascisti sul marciapiede sinistro, si notavano due poliziotti in divisa anch’essi diretti verso l’incrocio.
All’altezza dell’edicola il gruppo più consistente dei fascisti si arresta, da qui viene lanciato qualche sasso verso i compagni, due persone si staccano dal gruppo più grosso e, attraversando di corsa il viale, si uniscono al gruppetto sul lato opposto che intanto si era fermato all’altezza del semaforo.

La manovra congiunta della polizia e dei fascisti preoccupa i giovani di sinistra che retrocedono sospettando la provocazione, lentamente, per non lasciare nessuno indietro, i compagni cominciano ad allontanarsi.

inizio

Movimento di fascisti e polizia poco prima dell'agguato

Il blindato scendeva a luci spente sul  lato sinistro di viale Medaglie d’Oro, direzione Piazzale degli Eroi, immediatamente dietro, seminascosto dal furgone, procedeva nella stessa direzione un gruppo di fascisti (tra i 20 e i 25), sul marciapiede opposto si intravedevano poche persone (2 o 3)  anche queste in direzione del gruppo di sinistra.
Parallelamente al blindato ma qualche metro più avanti, tra il blindato e il piccolo gruppo di fascisti sul marciapiede sinistro, si notavano due poliziotti in divisa anch’essi diretti verso l’incrocio.
All’altezza dell’edicola il gruppo più consistente dei fascisti si arresta, da qui viene lanciato qualche sasso verso i compagni, due persone si staccano dal gruppo più grosso e, attraversando di corsa il viale, si uniscono al gruppetto sul lato opposto che intanto si era fermato all’altezza del semaforo.
La manovra congiunta della polizia e dei fascisti preoccupa i giovani di sinistra che retrocedono sospettando la provocazione, lentamente, per non lasciare nessuno indietro, i compagni cominciano ad allontanarsi.

 

Continua...